Perchè comprare filati made in Italy ?

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Perchè comprare filati made in Italy ?

Crediamo che produrre , come facciamo noi, i filati in Italia  collaborando rigorosamente con aziende del ” distretto pratese ”  abbia un valore che va aldilà della semplice convenienza che al momento non c’è.

E’ un modo per preservare un patrimonio di conoscenze del mondo tessile che solo questo territorio ha acquisito negli anni e , allo stesso tempo , mantenerne il tessuto manifatturiero.

“Io son di Prato, m’accontento d’esser di Prato, e se non fossi nato pratese vorrei non esser venuto al mondo. E dico questo non perché son pratese, e voglia lisciar la bazza ai miei pratesi, ma perché penso che il solo difetto dei toscani sia quello di non esser tutti pratesi.


E mi fan ridere, quanti credono di offendere i pratesi dicendo che sono il popolo più becero che sia in Toscana, anzi in Italia. Come se becero fosse un ingiuria. Un becero è un becero: cioè un toscano allo stato di grazia. E i pratesi son beceri, quando son beceri, non per il fatto che lavoran gli stracci, […], bensì per il fatto che dicono a voce alta in piazza quel che gli altri italiani tacciono o sussurrano fra quattro mura, in famiglia, e che non han paura di parlare come pensano, mentre gli altri italiani pensano come parlano, cioè biascicando i pensieri come biascicano le parole, e che non temono di “bociare” anche quando hanno torto, mentre gli altri italiani temono di vociare anche quando han ragione, e che, finalmente, son beceri ma pratesi, mentre gli altri italiani son beceri senza neppure il beneficio d’esser toscani, e pratesi.”
Curzio Malaparte

Perchè comprare filati made in Italy ?[:en]

Perchè comprare filati made in Italy ?

Crediamo che produrre , come facciamo noi, i filati in Italia  collaborando rigorosamente con aziende del ” distretto pratese ”  abbia un valore che va aldilà della semplice convenienza che al momento non c’è.

E’ un modo per preservare un patrimonio di conoscenze del mondo tessile che solo questo territorio ha acquisito negli anni e , allo stesso tempo , mantenerne il tessuto manifatturiero.

“Io son di Prato, m’accontento d’esser di Prato, e se non fossi nato pratese vorrei non esser venuto al mondo. E dico questo non perché son pratese, e voglia lisciar la bazza ai miei pratesi, ma perché penso che il solo difetto dei toscani sia quello di non esser tutti pratesi.


E mi fan ridere, quanti credono di offendere i pratesi dicendo che sono il popolo più becero che sia in Toscana, anzi in Italia. Come se becero fosse un ingiuria. Un becero è un becero: cioè un toscano allo stato di grazia. E i pratesi son beceri, quando son beceri, non per il fatto che lavoran gli stracci, […], bensì per il fatto che dicono a voce alta in piazza quel che gli altri italiani tacciono o sussurrano fra quattro mura, in famiglia, e che non han paura di parlare come pensano, mentre gli altri italiani pensano come parlano, cioè biascicando i pensieri come biascicano le parole, e che non temono di “bociare” anche quando hanno torto, mentre gli altri italiani temono di vociare anche quando han ragione, e che, finalmente, son beceri ma pratesi, mentre gli altri italiani son beceri senza neppure il beneficio d’esser toscani, e pratesi.”
Curzio Malaparte

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