Negozi di lana :come si sceglie il filato giusto ?

Come scegliere un filato per il tuo negozio di lana

Un negozio di filati, come abbiamo visto nel post precedente, deve avere ben chiaro il tipo di pubblico a cui si deve rivolgere. Ma quali sono i filati che possono maggiormente attirare questo pubblico? L’analisi fatta dal titolare di un famoso brand americano, basata unicamente su tre elementi (colore, morbidezza e prezzo) a me è sempre parsa superficiale e più adatta alla vendita presso la grande distribuzione: supermercati e grandi negozi di manualità che mescolano i materiali per le tecniche più disparate.

Questa valutazione, proposta da una persona sicuramente molto esperta, mi è sempre parsa di scarsa applicabilità al contesto italiano e, soprattutto, alla taglia dei negozi italiani. Ancora meno mi pare applicabile al momento attuale in cui, grazie alla diffusione di Internet, assistiamo a una riscoperta delle tecniche e dell’attenzione alle fibre. Ecco allora tre parametri aggiuntivi da affiancare ai tre già citati.

I tre parametri della scelta del filato

1. La finezza. Può sembrare banale, ma disporre di un vasto assortimento di filati permette di soddisfare sia chi usa filati finissimi sia coloro che sono innamorati dei filati più grossi, magari da lavorare con le mani.

 

2. La tipologia di prodotto da realizzare. Idealmente dovreste essere pronti a suggerire il filato esatto per ogni capo che si intende lavorare. Per questo è bene, nella scelta dei filati da trattare, pensare “Per cosa posso utilizzare questo filato?”. Se il suggerimento della filatura o dell’agente non vi convince o non è supportato da modelli è meglio non procedere all’acquisto.

 

3. Il marchio su cui investire. Consiglio di scegliere marchi che insieme al filato forniscono modelli , preferibilmente di designer italiane o comunque ben tradotti. Alcuni negozi compiono l’errore di far realizzare i modelli di riviste con filati diversi da quelli con cui è realizzato l’originale. Questo creerà problemi con la cliente col rischio di perdere la cliente per sempre.

Ogni marchio ha la sua storia, esistono marchi recenti e marchi di lunga data. Ci sono clienti affezionati ad un marchio specifico che difficilmente compreranno altre marche. Per questo ti conviene tenere almeno i “classici” di alcune di queste aziende. Tuttavia, esiste anche un crescente numero di clienti avventurosi, curiosi di provare marchi nuovi, filati innovativi e prodotti insoliti. Anche questo è un mercato che non ci si può permettere di ignorare.

Le aziende con cui lavorare devono inoltre avere un buon servizio, non obbligarti ad acquisti eccessivi per le possibilità del tuo negozio. Un plus è sicuramente il fatto di poterti servire di una rete di vendita flessibile, che non impone grossi acquisti in “prestagionale” ma i dà la possibilità di fare un acquisto moderato e poi di rinnovare lo stock mano a mano, comprando solo quei filati che hanno maggiore successo con i tuoi clienti. Questo modo di procedere è facilitato dal non dover necessariamente attendere la visita dell’agente bensì dalla possibilità di servirti di un sito dedicato solo ai commercianti, su cui fare i propri acquisti mano a mano.

Il marchio scelto e di conseguenza i filati scelti devono, ovviamente, essere complementare al tuo modo di vivere l’ attività, si deve creare una sinergia dato che saranno i tuoi compagni di viaggio per tutta la stagione.

La ricerca del valore aggiunto e la politica dei marchi

Ogni azienda di filati ha la sua politica in materia di prezzi suggerita alla vendita e nell’era di internet questo è quanto mai importante. Le aziende devono avere un prezzo suggerito che permette a tutti i negozi che acquistano da loro un buon ricarico. La stessa politica deve essere applicata anche a chi vende su internet, tramite e-commerce.

Per esempio esempio: se hai a magazzino un filato che l’azienda ti consiglia di vendere a 4 euro per gomitolo e trovi lo stesso filato on-line a un prezzo di molto inferiore vuol dire che c’è qualcosa che non va nel prodotto o nella sua distribuzione. Consiglio di chiedere informazioni all’azienda prima di procedere all’acquisto.

Infine ricorda che il tuo fornitore deve permetterti un adeguato ricarico. Il fatturato non equivale al guadagno e con i costi fissi che abbiamo in Italia si rischia la chiusura.

 

Qui puoi trovare un altro post utile per il tuo negozio di lana : 6 consigli per avere successo

Massimo Signori

lavoro nel settore da quasi 30 anni e, se avete un negozio, potete fissare con lui un appuntamento per vedere il campionario dei filati inviando una richiesta a info@borgodepazzi.com

Alla stesura di questo articolo mi hanno aiutato : Cecilia Martini , titolare del negozio “Filomatto” di Firenze, Elisa Emiliani titolare del negozio “Un gomitolo dietro l’angolo” di Faenza, Alice Twain  , autrice di libri di maglia, che organizza da anni corsi di tecniche ai ferri circolari con successo presso i migliori negozi di lana.

Le immagini sono tratte da Pixabay

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